sabato 12 agosto 2017

San Francisco Bay Blues

Ultima tappa: San Francisco.



Mark Twain una volta disse che l'inverno più freddo che aveva vissuto fu un estate a San Francisco. Una volta sbarcati confermo quanto l'autore scrisse .. noi sbarcati da Waikiki abbronzati e in canotta e la gente a terra in giacca a vento e pantaloni lunghi.

Pertanto la prima cosa che abbiamo fatto la mattina seguente è stato del sano shopping da Abercrombie di fronte all'hotel per prendere nel mio caso una felpa (da pirla la cosa più pesante che avevo era una polo ..) dove per la prima volta dopo 3 settimane di viaggio abbiamo trovato una specie che credevamo estinta: gli italiani!!!

Io so che quando ho nostalgia di casa e sono lontano mi basta entrare da Abercrombie e lì trovo dei gruppi familiari completi (solitamente il padre somiglia a Gianluca Vacchi) che si urlano da un piano all'altro "A Mari' .. che je prenno na ferpa pure a me cuggino Gianni?" .. oppure che provano a spiegarsi ai commessi parlando comunque in italiano solo più lentamente e facendo domande esistenziali del tipo "che je mettete i numeri dietro le majette?" .. Quando vedo queste scene mi commuovo sempre e solitamente mi metto la mano sul petto e canto l'inno. .. La gente che salta la fila alle casse .. finalmente a casa!!

Comunque ci siamo andati anche noi (e quindi non prendetela come una critica quanto sopra ma solo come un osservatorio sociale) e ci abbiamo passato pure un po' di tempo infreddoliti arrivando quasi a volerci prendere un cappotto di lana. Per fortuna i saldi nel reparto donna erano pochi.

Ci siamo poi trasferiti verso il famoso "Pier 39" dove tra leoni marini ciondolanti e negozi vari abbiamo mangiato due delle cose più buone di tutto il viaggio ovverosia:
il panino col granchio e la chowder clam ovverosia una zuppa di granchio, patate e cipolle servita all'interno di una pagnotta il tutto rigorosamente "To-go".



Nel pomeriggio passeggiata per Chinatown e il Financial District a seguire gita verso il Golden Gate Bridge dove spirava un venticello appena sussurrato (I am sarcastic ...) ma dove il paesaggio ripaga davvero...vista da film..








In questi giorni a San Francisco si celebra il cinquantennale della cosiddetta "Summer of Love" e la città presenta mostre e concerti sul tema .. peccato che il poco tempo a disposizione non ci abbia consentito di approfondire questo aspetto.

Una delle caratteristiche peculiari di San Francisco (oltre alla baia e alle colline su cui sorge) è l'umanità che la abita. Le vie sono piene di "mendicanti" coloriti (in certi casi credo un'eredità della Summer of Love) tra cui la nostra preferita era una donna che girava con un gatto come cappello. No, non un cappello di pelo di gatto .. un gatto, con vestitino e collarino, in testa come cappello. Il gatto era bravissimo, non si muoveva .. a volte dormiva , a volte si guardava in giro. Avendola incrociata più volte nel corso della giornata abbiamo scelto di darle delle monete che ci sarebbero restate comunque in tasca. Appena abbiamo fatto il gesto di estrarle dalla tasca si è avvicinato un suo "collega" dicendo "Give me changes " e io, sfidando la morte ho risposto, "They're not for you but for the lady with the cat" e lui, ammettendone la superiorità, ha risposto "Damned cat!!" .. anche  borderline sanno riconoscere il genio ...

Ecco .. adesso siamo sulla strada del ritorno ..

E' stato un viaggio molto bello .. abbiamo visto aspetti diversi di una nazione a volte strana, spesso contraddittoria ma estremamente potente nelle emozioni che può suscitare.

Ora siamo a Philadelfia in attesa del volo che ci riporterà a Venezia .. Silvia è entrata in un delirio da jet-lag dopo tutti i fusi che abbiamo cambiato avendo poi vari apparecchi tecnologici fermi ognuno ad un fuso diverso (discorso lungo ..).

E' un paese dove torneremo soprattutto perchè abbiamo mangiato molto bene ... ora ci aspetta un rientro che speriamo non sia troppo traumatico.


A parte le battute è stato un viaggio che abbiamo sognato insieme e che ha rispecchiato le nostre anime alternando la parte più "root" del sud-est degli USA ad una parte più romantica. L'ho fatto insieme alla persona più importante della mia vita (neanche a lei è andata così male dai ..) con la logica dell'"Once in a lifetime" ma sperando di poterci tornare ancora un giorno.

Grazie a tutti gli amici che ci hanno regalato un pezzo di viaggio e che ci hanno letto ma che soprattutto ci sono sempre vicini ovunque noi siamo.
Vi abbracciamo tutti.

P.s. Mia moglie si innamorò di me seguendo un blog che avevo fatto per un viaggio in Giappone .. eh niente .. volevo avvisare che sono fuori-mercato "pro-tempore"



Somewhere over the rainbow

Innanzitutto una precisazione ..

Qualcuno ci ha scritto, anche preoccupato,  chiedendo perché non ho aggiornato il blog in questi giorni. Aldilà che questo possa nutrire il mio lato narciso volevo solo chiarire che l'aggiornamento del blog è stato sospeso in questi giorni di soggiorno alle Hawaii in quanto la mia signora mi ha richiamato ad attività più "core" del viaggio di nozze .. Io le ho anche detto che i nostri follower si sarebbero allarmati ma Silvia agitando il phon come un'arma mi ha condotto a più miti consigli.

Tutto ciò premesso .. Hawaii (Isola di Oahu- Waikiki Beach)

Siamo arrivati lo scorso venerdì sera a bordo di una sorta di corriera con le ali che era partita da Dallas. Dovete ben sapere che nei voli domestici negli States il trattamento è simile a quanto ricevereste su una corriera delle FTV con l'unica differenza che da Dallas ad Honolulu il volo dura circa 8 ore e mezza con cibo e bevande solo acquistabili ad un prezzo che potete immaginare non esattamente da discount. Da questo abbiamo imparato una lezione e pertanto finché scrivo dal volo San Francisco-Philadelphia ho di fianco a me una fila di biscotti "digestive" comprati in un supermarket turco ieri sera.

Allo sbarco ad Honolulu la prima cosa che pensi è: "Ho sbagliato aereo e sono sbarcato ad Osaka" . Vari rappresentanti dello straordinario popolo giapponese infatti animano/infestano la capitale delle Hawaii che immagino per loro rappresenti la nostra riviera romagnola ma grazie a questa particolarità ho potuto fare scoprire a Silvia le meravigliose qualità di questo popolo tra cui:

farsi 5.000 km di volo per venire al mare, andare in spiaggia e fare il bagno tutti rigorosamente coperti (donne e bambine) con dei giubbini col cappuccio, leggings, berretto in testa, occhiali da sole e nei casi piu radicali ombrellino e mascherina anti-smog
Andare al ristorante non capendo una parola del menù e ordinando delle cose a caso (solitamente le più economiche) salvo poi restare stupiti nel vedere arrivare una ciotolina di sottaceti
Realizzare il sogno della loro vita sposandosi al tramonto a Waikiki con lei vestita da principessa con corone di fiori freschi in testa e con lui solitamente in bermuda bianche e papillon

Sentendoci arricchiti dall'incontro con questa meravigliosa cultura proviamo a raccontarvi qualcosa delle vere meraviglie delle Hawaii.

I fiori ad esempio.

Come a Nashville o a Memphis i musicisti si divertivano a ricordarmi quanto io sia scarso qui la natura se l'è presa con Silvia che, per chi non la conosce, ha una relazione stretta con le orchidee di casa che cura quotidianamente e loro in cambio ogni due semestri ricambiano con un fiore .. qua sputi per terra e trac .. ti sale l'orchidea. Belle, rigogliose, di tante varietà .. i fiori recisi duravano per giorni in testa con le forcine senza acqua ed erano a disposizione dei turisti per esercitarsi a fare le collane di fiori (i cosiddetti Lei Lei)

Il mare

L'oceano a Waikiki (che preciso è probabilmente la zona meno pura delle Hawaii, un chilometro e mezzo di spiaggia e shopping delle principali marche) è di un trasparente vergognoso. Sembra acqua purificata col cloro. Io da non nuotatore mi sono spinto al massimo fino alla barriera dei surfisti che crea una piccola laguna verso riva ma a 10 metri da me la gente faceva surf in un acqua dove potevi vedere per metri cosa c'era sotto.

Le montagne dietro a Waikiki

Silvia ha avuto un momento di commozione quando ha scoperto che in quelle montagne è stato girato Lost la sua serie preferita in questo periodo (sta recuperando la quinta stagione e si è guardata anche delle puntate in aereo .. ebbene si .. attraversando l'oceano Pacifico guardavamo Lost .. giusto per mettere ansia agli altri passeggeri). L'ultima sera ci siamo mossi da Waikiki per andare a vedere uno spettacolo e dobbiamo ammettere che le zone interne e la costa orientale sono se possibile ancora più spettacolari.

Lo spettacolo dei danzatori del fuoco polinesiani

Come dicevo poc'anzi l'ultima sera del nostro soggiorno siamo andati al "Chief's Loau" una sorta di  spettacolo con cena tipica dove abbiamo potuto assistere ad un racconto della storia delle isole del  Pacifico e alle danze tipiche con la gran chiusura dei danzatori del fuoco. Il tutto all'interno di un contenitore molto simile a quello di un villaggio turistico (è uno spettacolo pensato per gli occidentali ad essere completamente onesti .. dubito che nelle isole polinesiane cantino "Blue Hawaii" di Elvis .. suggestivo ugualmente perchè circondati da una natura strabiliante)









Tutto un paradiso quindi?

In linea di massima si .. la conclusione ideale del nostro viaggio .. giusto un paio di note:

Waikiki è, per stessa ammissione dei locali, il posto con il peggior rapporto qualità/prezzo del mondo; tutto costa molto .. molto ...  di più: ad esempio (banale me ne rendo conto) in tutti gli States da Burger King c'è l'offerta "2 Whoopers for 6 Bucks" (Bucks vuol dire dollari) .. a Waikiki la stessa offerta è "2 Whoopers for 9 Bucks" .. (noi abbiamo notato subito questo dettaglio essendo ormai i redattori della "Guida Michelin dei fast food americani ..)
Waikiki è infestata da  una catena chiamata "ABC Stores" (quando dico infestata intendo uno ogni 25 metri). Cosa vende questo franchise? Camicie hawaiane, oluolu finto con le forcine (in italiano questi fiori bianchi leggeri che crescono a frotte per strada si chiamano frangipane come ci ha riferito la Dott.ssa Laloli)e souvenir vari in genere. Ebbene grazie a Silvia ora possiamo fare i recensori anche di questi negozi

In definitiva le Hawaii sono un posto per surfisti, honeymooners e giapponesi (che arrivano in gruppi di famiglie allargate compresi di vecchi al seguito). La cosa che ho imparato è che puoi appartenere al massimo a due di queste tre categorie contemporaneamente. Io dato che non so nuotare ho fatto il giapponese.

domenica 6 agosto 2017

The wild wild west ..

Come ho già avuto modo di raccontarvi ho fatto la strada da Memphis a Dallas ascoltando Elvis Channel .. quindi se all'improvviso mentre stiamo parlando normalmente dovessi iniziare a cantare "Suspicious minds " spero mi perdonerete.

La strada verso Dallas contempla l'attraversamento dell'Arkansas  che dicono sia uno stato naturalisticamente molto bello ma per quello che abbiamo visto noi abbastanza ordinario sia nel percorso autostradale che nella capitale Little Rock che abbiamo visitato al volo. Lasciamo pertanto allo stato di Bill Clinton il beneficio del dubbio e proseguiamo verso la nostra meta: Dallas.

Appena entrati nel Texas lo scenario che si apre ai nostri occhi è esattamente come ce lo aspettavamo: ranch con mandrie di bestiame al pascolo ai lati della strada e più in generale la sensazione di uno stato con quello che gli americani chiamano "attitude" ovverosia un carattere/uun'identità precisa.





Dallas è una città molto grande ma ancora più grande è l'area urbana che comprende le città limitrofe che di fatto la rendono una metropoli con tutti gli oneri e gli onori del caso.

Tra gli oneri, citando Jonny Stecchino, c'è il "traffico" .. Faccio una puntualizzazione: ci sono poche cose che mi fanno veramente paura (le finali di Champions, dimenticare una maglietta rossa nella lavatrice del bianco, il suffragio universale etc..) ma trovarsi di continuo in autostrade a 4 corsie con sorpassi ammessi a destra e a sinistra, con svincoli che si sormontano continuamente, con un navigatore programmato da un tossico di crack che ti avverte di svoltare 25 metri prima ma soprattutto tutto quanto già elencato a bordo di una Nissan Versa che è grande come il ruotino di scorta dei pick-up che ti circondano è un punto da aggiungere alla lista.

Ciò premesso notevole la skyline della città sia di notte arrivandoci che dall'interno della downtown.




Una tappa immancabile per Dallas è il "Sixth Floor Museum" che è situato esattamente nel palazzo e nel piano da dove, secondo la versione ufficiale,  Lee Harvey Oswald sparò a JFK il 22 novembre 1963. Nel museo, che personalmente ho trovato estremamente interessante è che mi sentirei di consigliare, trova spazio il racconto fotografico degli USA nei primi anni '60, del conteso della presidenza Kennedy e, ovviamente, il resoconto del giorno in cui il presidente venne ucciso lasciando spazio anche alla teorie "alternative" a quella ufficiale (ed essendo il museo comunque pubblico non era una cosa affatto scontata) .






La sera invece ci siamo concessi una parentesi a cui, trovandoci in Texas, non potevamo rinunciare: il rodeo!
Appena fuori Dallas nella località Stockyard è stato mantenuto un villaggio quasi interamente in stile western con al centro l'arena per il Rodeo. Pur consapevoli che si tratta di una cosa per turisti due cose mi hanno colpito:
il calore con cui gli statunitensi hanno seguito l'inno prima dell'inizio della manifestazione! Veramente sentito da grandi e piccini con bandiere baciate in maniera sincera. Noi in Italia certe scene le vediamo solo ai Mondiali e se arriviamo almeno in semifinale ..
Come "The show must go on" comunque quando dopo un brutto infortunio occorso ad un atleta durante il bull riding (brutta scena veramente) lo speaker abbia liquidato tutto con un "The know it's a risky sport" ..








Con questo lasciamo il continente per un po' .. si va ad Honolulu .. vi penseremo .. Ciao!


I'm going to Graceland ..

Faccio una premessa .. Quando programmammo questo viaggio la meta "Graceland" era una delle pietre miliari del nostro percorso sia perché ovviamente nel nostro tour musicale non poteva mancare il santuario del "Re" e sia perché mi aspettavo di trovare lì il top a livello mondiale del kitsch in termini sia di ambiente che di visitatori che di memorabilia.

Devo dire che le nostre attese non sono state deluse anche se devo ammettere, con un po' di dispiacere quasi, che il kitsch è presentato con una classe e con un'aurea di regalità che permea sia l'abitazione (Graceland Mansion) che l'area museale dedicata ad Elvis (Elvis Presley's Memphis). Volevo del trash puro!!

Un breve inquadramento storico per chi non conoscesse la storia di Elvis Presley (il fatto che io lo faccia non vi giustifica da non conoscerla .. male, male, malissimo). Elvis nasce a Tupelo nel Mississippi nel 1935 e la sua famiglia si trasferisce a Memphis quando il giovane Elvis Aaron Presley ha nove anni. Lì, in un ambiente di incrocio di varie culture musicali, il futuro Re del Rock'n'roll matura le sue qualità di cantante e performer unendo ad una voce dai toni caldi una fisicità notevole (ed un bel faccino) che lo rendono il trait d'union tra la musica bianca e la musica nera. La sua performance all'Ed Sullivan Show sconvolge l'America quando questo ragazzo del sud si permette di cantare in una trasmissione del prime time americano muovendo il bacino in maniera ammiccante (Elvis the Pelvis) scatenando gli ormoni delle adolescenti americane e la rabbia dei genitori e dei benpensanti in genere.

Fatto sta che il successo porta Elvis a comprare nel 1956 la tenuta di Graceland appena a sud di Memphis per renderla la sua dimora e la sede delle sue imprese.

Lì nel 1977 Elvis muore in un pomeriggio d'agosto. Sulla sua morte ci sono diverse versioni: quella ufficiale (ovverosia quella presente nell'audioguida e riconosciuta dalla famiglia) dice che Elvis dopo aver giocato a Racquetball (squash) con un paio d'amici e aver cantato al pianoforte buon paio di gospel con gli amici si sia ritirato per un pisolino dove però nel sonno fu colto da un malore all'età di 42 anni. Un'altra versione, meno romantica, dice che negli ultimi anni Elvis fosse un addicted ad ogni tipo di farmaco (sonniferi per dormire ed eccitanti per svegliarsi) e fosse arrivato a a pesare quasi 150 kg e quel giorno giocò si a Racquetball ma da fermo praticamente, cantò un paio di brani gospel e poi morì sulla tazza del cesso (un leak del medico personale dice di stipsi) prima di partire per un concerto programmato per il Maine per il giorno successivo.

Comunque sia andata cosa ci ha lasciato Elvis? Dovrei rispondere come John Lennon che disse "Without Elvis there would have been nothing ". Ci ha lasciato qualche decina di pietre miliari del rock, qualche decina di film dimenticabili, un modo di calcare il palco che spezza il tempo in B.E. (Before Elvis) e A.E. (After Elvis) a soprattutto un seguito di fans che fanno sembrare il tutto un culto. Graceland è la cattedrale del Culto di Elvis.

(Fine della parte culturale: ci sono poche cose che si devono conoscere in genere ed Elvis è tra queste .. per chi è interessato posso mandare in privato la bibliografia :-D)

Graceland si presenta come un grande parco divertimenti come si può vedere dalla foto di ingresso.

Una volta acquistato il biglietto (e segnalo che il Re si fa pagare come tale .. no free lunch in Graceland) si assiste ad un breve video  introduttivo e si viene poi accompagnati da un pulmino all'ingresso della villa che si presenta, almeno dalla facciata, più piccola di come me la immaginavo. Da quel momento e per i successivi 75 minuti si entra in un mondo fatto di eccentricità, grandiosità e kitsch negli interni che si accompagna ad eleganza e grandezza del giardino e degli esterni in genere.











Tra gli highlights segnalo la "stanza della giungla" dove Elvis in preda ad un raptus di shopping compulsivo accumulò tutto quello che gli sembrava esotico o etnico in un unico ambiente dove convivono divani con finto pelo di Gnu, tavolini di finto tek a forma di mano, conchiglie alle pareti e tappeti mediorientali. Non so se avete presente quando una vecchia zia vi ha regalato un soprammobile brutto, un quadro fatto da un pittore cieco e pure un po' scazzato o la famigerata gondola che cambia il colore col tempo? E vi siete chiesti ma chi caspita si mette in casa delle robe così? E' in quel momento che dovete ricordare che Elvis le avrebbe esposte in casa e allora dovete dire "Thank you Zia, Thank you very much" con tono baritonale se ci riuscite.

Alla fine del giro della casa si trova il Meditation Garden dove sono situate le tombe di Elvis, dei genitori e della nonna (che per la cronaca li ha sepolti tutti). Non oso immaginare le scene che ci saranno qui tra due settimane quando durante la Elvis Week di metà agosto si ricorderà il 40° anniversario della morte.





A seguire ci siamo recati nella zona più museale di Graceland dove sono esposti gli abiti, le auto e i dischi d'oro dell'artista nonchè i vari "Gift Shops" per appassionati o meno (c'è tutto a tema Elvis ..  ) e ovunque filmati delle sue esibizioni live tra cui il celeberrimo "Comeback" del 1968 di cui abbiamo preso l'introvabile in Italia DVD che farà da sottofondo alle prossime cene con gli amici (dai non lamentatevi poteva andare peggio .. pensate se mi fossi preso una tuta con i brillantini e fossi uscito in vostra compagnia..)








Cosa mi sono portato a casa da Graceland?

In primo luogo la consapevolezza della grandiosità di un artista che (pur non amandolo io in maniera particolare soprattutto nella sua fase da crooner) ha sicuramente cambiato il nostro modo di vedere la musica e l'intrattenimento in genere.

In secondo luogo Silvia che folgorata sulla strada di Graceland mi ha costretto ad ascoltare ininterrottamente Elvis Channel sulla radio americana da Memphis a Dallas. Ora andate su Google Maps e guardate la distanza e il tempo necessari .. e poi pensatemi ..

And now .. all the roads lead to Texas !


P.s. Scusate se mi sono dilungato ma sono in aereo otto ore senza il mio monitor per i film e devo farmela passare ....

San Francisco Bay Blues

Ultima tappa: San Francisco. Mark Twain una volta disse che l'inverno più freddo che aveva vissuto fu un estate a San Francisco. U...