Mark Twain una volta disse che l'inverno più freddo che aveva vissuto fu un estate a San Francisco. Una volta sbarcati confermo quanto l'autore scrisse .. noi sbarcati da Waikiki abbronzati e in canotta e la gente a terra in giacca a vento e pantaloni lunghi.
Pertanto la prima cosa che abbiamo fatto la mattina seguente è stato del sano shopping da Abercrombie di fronte all'hotel per prendere nel mio caso una felpa (da pirla la cosa più pesante che avevo era una polo ..) dove per la prima volta dopo 3 settimane di viaggio abbiamo trovato una specie che credevamo estinta: gli italiani!!!
Io so che quando ho nostalgia di casa e sono lontano mi basta entrare da Abercrombie e lì trovo dei gruppi familiari completi (solitamente il padre somiglia a Gianluca Vacchi) che si urlano da un piano all'altro "A Mari' .. che je prenno na ferpa pure a me cuggino Gianni?" .. oppure che provano a spiegarsi ai commessi parlando comunque in italiano solo più lentamente e facendo domande esistenziali del tipo "che je mettete i numeri dietro le majette?" .. Quando vedo queste scene mi commuovo sempre e solitamente mi metto la mano sul petto e canto l'inno. .. La gente che salta la fila alle casse .. finalmente a casa!!
Comunque ci siamo andati anche noi (e quindi non prendetela come una critica quanto sopra ma solo come un osservatorio sociale) e ci abbiamo passato pure un po' di tempo infreddoliti arrivando quasi a volerci prendere un cappotto di lana. Per fortuna i saldi nel reparto donna erano pochi.
Ci siamo poi trasferiti verso il famoso "Pier 39" dove tra leoni marini ciondolanti e negozi vari abbiamo mangiato due delle cose più buone di tutto il viaggio ovverosia:
il panino col granchio e la chowder clam ovverosia una zuppa di granchio, patate e cipolle servita all'interno di una pagnotta il tutto rigorosamente "To-go".
Nel pomeriggio passeggiata per Chinatown e il Financial District a seguire gita verso il Golden Gate Bridge dove spirava un venticello appena sussurrato (I am sarcastic ...) ma dove il paesaggio ripaga davvero...vista da film..
In questi giorni a San Francisco si celebra il cinquantennale della cosiddetta "Summer of Love" e la città presenta mostre e concerti sul tema .. peccato che il poco tempo a disposizione non ci abbia consentito di approfondire questo aspetto.
Una delle caratteristiche peculiari di San Francisco (oltre alla baia e alle colline su cui sorge) è l'umanità che la abita. Le vie sono piene di "mendicanti" coloriti (in certi casi credo un'eredità della Summer of Love) tra cui la nostra preferita era una donna che girava con un gatto come cappello. No, non un cappello di pelo di gatto .. un gatto, con vestitino e collarino, in testa come cappello. Il gatto era bravissimo, non si muoveva .. a volte dormiva , a volte si guardava in giro. Avendola incrociata più volte nel corso della giornata abbiamo scelto di darle delle monete che ci sarebbero restate comunque in tasca. Appena abbiamo fatto il gesto di estrarle dalla tasca si è avvicinato un suo "collega" dicendo "Give me changes " e io, sfidando la morte ho risposto, "They're not for you but for the lady with the cat" e lui, ammettendone la superiorità, ha risposto "Damned cat!!" .. anche borderline sanno riconoscere il genio ...
Ecco .. adesso siamo sulla strada del ritorno ..
E' stato un viaggio molto bello .. abbiamo visto aspetti diversi di una nazione a volte strana, spesso contraddittoria ma estremamente potente nelle emozioni che può suscitare.
Ora siamo a Philadelfia in attesa del volo che ci riporterà a Venezia .. Silvia è entrata in un delirio da jet-lag dopo tutti i fusi che abbiamo cambiato avendo poi vari apparecchi tecnologici fermi ognuno ad un fuso diverso (discorso lungo ..).
E' un paese dove torneremo soprattutto perchè abbiamo mangiato molto bene ... ora ci aspetta un rientro che speriamo non sia troppo traumatico.
A parte le battute è stato un viaggio che abbiamo sognato insieme e che ha rispecchiato le nostre anime alternando la parte più "root" del sud-est degli USA ad una parte più romantica. L'ho fatto insieme alla persona più importante della mia vita (neanche a lei è andata così male dai ..) con la logica dell'"Once in a lifetime" ma sperando di poterci tornare ancora un giorno.
Grazie a tutti gli amici che ci hanno regalato un pezzo di viaggio e che ci hanno letto ma che soprattutto ci sono sempre vicini ovunque noi siamo.
Vi abbracciamo tutti.
P.s. Mia moglie si innamorò di me seguendo un blog che avevo fatto per un viaggio in Giappone .. eh niente .. volevo avvisare che sono fuori-mercato "pro-tempore"
